Tempo Prezioso – Matricola Zero Zero Uno

Quando:
10 Mag 2019@20:45–22:15 Europe/Rome Fuso orario
2019-05-10T20:45:00+02:00
2019-05-10T22:15:00+02:00
Dove:
Teatro S. Giulia
Villaggio Prealpino Via Quinta
4, 25136 Brescia BS
Italia
Costo:
Gratuito
Contatto:
Teatro S. Giulia
+39 366 533 9249
Tempo Prezioso - Matricola Zero Zero Uno @ Teatro S. Giulia | Brescia | Lombardia | Italia

Stagione Teatrale

Spettacolo a ingresso libero

ASST Spedali Civili di Brescia, Dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze
Propone uno spettacolo prodotto da
Associazione “Il Colibrì” – PulciNellaMente
di Sant’Arpino in provincia di Caserta

Matricola Zero Zero Uno

Adattamento e regia di ANTONIO IAVAZZO
Liberamente ispirato all’omonimo testo di Nicola Graziano con foto di Nicola Baldieri
Consulenza letteraria di Nicola Graziano
Attori: Giovanni Arciprete, Luigi De Sanctis, Claudia Orsino, Angela Rotunno
Assistente alla regia Chiara Russo
Produttore esecutivo Iorio Elpidio

Il libro

Il 27 ottobre 2014 il magistrato Nicola Graziano di fa internare, con la matricola Zero Zero Uno, proprio nell’OPG aversano, che è stato il primo manicomio giudiziario d’Italia. Nicola Graziano non è pazzo e non ha fatto niente, ma sotto mentite spoglie vuole solo raccontare la Follia dietro le sbarre e la vita di chi è fuori dalla società. Quel ricovero volontario del magistrato è diventato un libro con terribili storie e molte immagini, scattate dal giovane fotoreporter Nicola Baldieri. Uno spaccato di dolore, un dolore diventato folle.

Lo spettacolo

Dal bellissimo e toccante libro di Nicola Graziano nasce l’adattamento teatrale di Antonio Iavazzo, prodotto da  Associazione “Il Colibrì” – PulciNellaMente. La messa in scena mette in evidenza la necessità e l’urgenza, di evitare luoghi comuni, dogmatismo e prassi quotidiane in relazione alla salute mentale. Il lavoro con gli attori, quindi, è stato quello di farne una versione estremamente poetica e sospesa. Nel nostro “manicomio” non ci sono grida, urla, aggressioni o altri cliché del disagio psichico. Ci sono struggenti richiami musicali, immagini dell’inconscio, rimandi a vite che forse, e dico forse, aspiravano ad altre compiutezze.
Antonio Iavazzo